mercoledì, 17 luglio 2019

Contenuto

9 febbraio 2000

EPATITE B: 350 MILIONI DI CASI NEL MONDO

Nel mondo sono oltre 350 milioni i portatori di HBV, il virus causa dell’epatite B. La distribuzione geografica dei portatori cronici di HBsAg varia da aree a bassa prevalenza, inferiore all’1% nella popolazione generale (Europa Nord-Occidentale), ad aree a prevalenza intermedia, tra l’1% ed il 5% (Italia, Bacino Mediterraneo, Europa Orientale), ad aree ad elevata prevalenza, superiore al 5% (Romania e parte dell’Area Balcanica).

In Italia è del 2-7%. Il virus HBV, con genoma a DNA, appartenente alla famiglia Hepadnaviriadae, è stato isolato dal sangue, dal liquido seminale, dai secreti vaginali e cervicali, dalla saliva, dal colostro, dal latte materno e dalle lacrime. Oltre che per il sangue, solo per il liquido seminale e per la saliva può tuttavia dirsi provata la contagiosità. Principali modalità di trasmissione sono: trasfusioni (sangue e derivati); rapporti sessuali; trapianti d’organo e di tessuti; uso di siringhe e di aghi contaminati, di apparecchiature e strumenti sanitari mal sterilizzati, trasmissione verticale post partum. Il rischio di ammalarsi di epatite acuta, se contagiati con sangue o altro liquido infetto è correlato alla quantità di virus inoculato e dal grado di contagiosità del portatore di HBV. In particolare, inoculi costituiti dal sangue HBeAg positivo hanno una capacità quattro volte maggiore di trasmettere un’epatite acuta rispetto a quelli da HBeAg negativi. Dal 16 al 40% dei partner sessuali di persone affette da epatite cronica contrae l’infezione da HBV, anche se pare sia necessaria un’abrasione della mucosa perchè ciò avvenga. Il 5-10% delle persone adulte e il 90% dei neonati infettati dall’HBV sviluppano un’epatite cronica mentre tale evoluzione è riservata solo a una piccola porzione (<2%) degli adulti affetti da epatite acuta itterigena. I fattori che favoriscono la cronicizzazione sono: l’età infantile, il sesso maschile, l’omosessualità associata alla presenza di HIV e uno stato immunitario depresso, da qualsiasi causa provocato (farmaci, malattie neoplastiche, trapianto d’organo, emodialisi, ecc...).
Il virus non è direttamente citopatico, ma sono piuttosto la differente capacità di risposta immunitaria dell’ospite e l’eventuale sviluppo di varianti virali, a determinare le varie forme di epatite. L’epatite cronica attiva può essere conseguenza di un’epatite acuta o di un’infezione asintomatica. Qualsiasi paziente con transaminasi alterate da almeno sei mesi e con anamnesi positiva per possibile contagio da HBV può essere affetto da epatite cronica attiva. Per la diagnosi è essenziale l’esame bioptico del parenchima epatico. I pazienti con epatite cronica attiva hanno una sopravvivenza di cinque anni nell’86% dei casi, nel 55% se è già presente la cirrosi. Qualsiasi tipo di terapia deve mirare a bloccare sia l’evoluzione cirrogena della malattia che l’integrazione del virus nel genoma ospite, con il conseguente rischio di carcinogenicità. Gli antivirali maggiormente utilizzati sono attualmente gli interferoni. Sono polipeptidi prodotti dalle cellule in risposta a sintomi virali o di altra natura, che hanno tra gli effetti principali quello di indurre uno stato antivirale, per cui viene impedito al virus infettante di penetrare in altre cellule. Inoltre esplicano diverse azioni immunomodulanti importanti nell’eliminazione dei virus infettanti. La loro efficacia, però, è ridotta e gli effetti collaterali pesanti. La lamivudina, farmaco nato contro l’infezione da Hiv, si è dimostrato efficace nel bloccare e inibire la replicazione del virus dell’epatite B, riducendo significativamente la percentuale di pazienti che diventano cirrotici. Importante cardine rimane tuttavia la prevenzione dell’epatite B, prevenzione che si attua principalmente con l’educazione sanitaria della popolazione a rischio, lo screening del sangue e dei suoi derivati, l’immunizzazione passiva con immunoglobuline iperimmuni specifiche e la vaccinazione.

Anteprima News

11/07/19

I PEDIATRI DI FAMIGLIA FIMP AL MINISTRO DELLA SALUTE GIULIA GRILLO
“NEI NOSTRI STUDI SERVONO PIU’ COLLABORATORI E STRUMENTI DIAGNOSTICI”

Il Presidente Paolo Biasci: “Così possiamo favorire l’appropriatezza prescrittiva, ridurre le ospedalizzazioni e determinare importanti risparmi all’intero sistema sanitario nazionale. Rapporto di fiducia con le famiglie elemento di forza dell’assistenza pediatrica grazie al rapporto convenzionale”

Roma, 11 luglio 2019 – “Bisogna garantire su tutto il territorio nazionale studi di pediatri di famiglia dotati di personale qualificato e di attrezzature diagnostiche a risposta rapida (o self-help).…
28/06/19

I FIMP: “CONDIVIDIAMO LE PROTESTE DEL MINISTRO GRILLO CONTRO CHI VUOLE METTERE IN DUBBIO IL VALORE DELLE VACCINAZIONI”

Roma, 27 giugno 2019 - “Facciamo nostre le parole del Ministro della Salute Giulia Grillo, parole che devono far molto riflettere su quanto sta avvenendo nel nostro Paese rispetto ad una questione,…
26/06/19

DEDALUS ACQUISISCE IL 60% DI SOFTECH, ECCELLENZA NELLE
SOLUZIONI INFORMATICHE SOCIO-SANITARIE
ORA POSSIBILE OTTIMIZZARE RISORSE DISPONIBILI E OFFERTA DI QUALITÀ PER IL PAZIENTE IN TUTTO IL PERCORSO CLINICO-ASSISTENZIALE

In arrivo un’offerta integrata per medici di famiglia, servizi territoriali e ospedalieri con i servizi sociali, grazie al D-Four, piattaforma tecnologica di ultima generazione.

Firenze, 26 giugno 2019 – Dedalus ha acquisito il 60% della società Softech di Bologna, leader nel segmento delle soluzioni socio-sanitarie. L’ingresso di Softech completa la strategia globale di…
24/06/19

Senior Italia e Sumai lanciano allarme su difficoltà degli anziani a curarsi: subito un Tavolo con pazienti, società scientifiche e istituzioni

Roma, 24 giugno 2019 – “Serve un tavolo di confronto urgente sul diritto alla salute e alle cure per gli over 65 che veda coinvolti pazienti, istituzioni e mondo medico-scientifico, perché oggi in…
20/06/19

LA FIMP: “BISOGNA FAVORIRE LA PREVENZIONE DEGLI ABUSI SUI MINORI
SERVONO CORSI FORMATIVI SPECIFICI PER PEDIATRI DI FAMIGLIA E INSEGNANTI”

Il dott. Luigi Nigri: “In Italia manca ancora una vera cultura su un fenomeno che presenta numeri preoccupanti e che risulta in crescita. Già a livello universitario vanno previsti degli interventi”

Roma, 20 giugno 2019 – “La prevenzione degli abusi e delle violenze su bambini e adolescenti deve per forza passare dai professionisti che più di tutti interagiscono regolarmente con i minori. Quindi…

Intermedia s.r.l.
+39 030 226105
intermedia@intermedianews.it
Via Malta, 12/b - 25124 Brescia
Via Ippolito Rosellini 12 - 20124 Milano
Via Monte delle Gioie 1 - 00199 Roma
C.F. e P.Iva 03275150179 - Capitale sociale IV 10.400 Euro - Iscr. Registro Imprese Trib. Brescia n. 54326 - CCIAA di Brescia 351522