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25 gennaio 2000

IL DOLORE NEI BAMBINI

La gestione del dolore, le cure palliative, insieme con la prevenzione primaria, la diagnosi precoce e il trattamento delle forme curabili di cancro, sono le principali priorità del programma oncologico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
La gestione del dolore in un bambino deve iniziare dalla diagnosi di cancro e continuare lungo il decorso della malattia. Le terapie farmacologiche anestetiche ed analgesiche sono essenziali nel controllo del dolore e dovrebbero essere associate per questo scopo ad un adeguato approccio psicosociale, fisico e di supporto. La palliazione del dolore e degli altri sintomi è una componente della cura per tutti i bambini con cancro. Per alcuni bambini la cura principale può essere già all’inizio palliativa.

Durante il decorso della malattia quasi tutti i bambini con cancro fanno esperienza con qualche forma di dolore, che può essere causata direttamente dalla malattia o da procedure invasive, dai trattamenti e da sofferenze psicologiche.
Attualmente non ci sono accurate descrizioni di valore universale dei tipi di dolore da cancro nei bambini perché i paesi differiscono ampiamente tra loro nelle capacità diagnostiche e nei sistemi di raccolta dati. Una documentazione recente, proveniente da centri di cura specialistici in paesi sviluppati, mostra comunque che tutti i bambini con cancro fanno esperienza di dolore a causa della malattia e dei trattamenti: di questi, più del 70% soffre di dolore severo durante alcune fasi.
Il dolore non controllato pone un enorme fardello sui bambini e le famiglie. I bambini diventano impauriti dal dolore che potranno ancora subire e sviluppano sfiducia e paura verso gli ospedali, lo staff medico e le procedure di trattamento. Diventano irritabili, ansiosi, irrequieti e possono anche avere incubi notturni, scene retrospettive, disturbi del sonno e problemi alimentari. I bambini con dolore non controllato possono sentirsi colpevolizzati, depressi, isolati, soli e la loro capacità di reagire ai trattamenti oncologici può essere ridotta.
I genitori ed i parenti stretti di un bambino con dolore spesso sono irritati e diffidenti verso il sistema medico, e sviluppano vissuti di depressione e colpa per essere incapaci di impedire il dolore. Possono inoltre venire in conflitto con il bambino ed avere poi memorie strazianti del suo dolore e della sua sofferenza.
Gli effetti del dolore sono permanenti ed i bambini possono manifestare i sintomi delle reazioni post-traumatiche con reazioni fobiche, depressione e dolore anche anni dopo la fine dei trattamenti.

La natura del dolore nei bambini
I bambini sono in grado di comprendere i concetti di base del dolore sin dalla più tenera età e possono descrivere sia i suoi aspetti fisici che quelli emozionali. Non di meno il dolore è una sensazione difficile da definire precisamente e semplicemente. Il dolore è sempre soggettivo; ogni individuo impara ad attribuire delle parole attraverso le esperienze legate ai traumi, sin dalle età precoci. Il dolore fisico è incontestabilmente una sensazione localizzata in una parte o in più parti del corpo, ma è sempre una sensazione sgradevole ed è quindi anche una esperienza emozionale. Nuove informazioni sulla natura del dolore hanno portato ad una migliore comprensione di come i bambini lo vivono e come la loro sofferenza può essere alleviata. Il sistema che presiede al dolore è attualmente riconosciuto essere molto più mutevole e complesso di quanto precedentemente creduto.
Detto in modo semplice, il danno prodotto in un tessuto causa un’attività di recettori specializzati e quindi di nervi che possono portare dolore, ma l’attività di questi nervi può essere modificata prima che le informazioni siano trasmesse al cervello. L’attività di nervi periferici non deputati alla nocicezione (es. quelli stimolati dal tatto) possono inibire l’attività delle vie nervose del dolore a livello spinale. Inoltre l’attività di vie nervose discendenti dal cervello (es. i sistemi nervosi che sono attivati dai pensieri, dai comportamenti e dalle emozioni) possono inibire a livello del midollo spinale l’attività causata da un danno tessutale. Così il midollo spinale fornisce un complesso sistema di “cancelli” per far passare o bloccare il segnale del dolore.
Il dolore nei bambini con cancro è generalmente collegato alla malattia o ad i suoi trattamenti. Esso dipende non solamente dai segnali specifici che provengono dal danno fisico ma anche dalla complessa interazione tra le vie nervose periferiche, sia deputate al dolore che non, e dall’attività del sistema centrale discendente inibitorio del dolore. Cosi lo stesso tipo di danno tessutale può causare dolore di differente natura o grado di severità in differenti bambini, o nello stesso bambino in tempi differenti. Inoltre, fattori ambientali, di sviluppo, comportamentali, psicologici, familiari e culturali incidono sul dolore e la sofferenza.
Un ambiente fisico, l’attitudine e il comportamento di chi provvede alle cure, così come il comportamento stesso dei bambini, i pensieri e il loro stato emozionale possono incidere profondamente aumentando o riducendo il dolore da cancro dei bambini.

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