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19 gennaio 2000

SCOPELLITI: “IL NOSTRO IMPEGNO CONTRO IL CANCRO”

Tre incontri per parlare di tumore al seno, per sensibilizzare le donne, tutte le donne, alla prevenzione, unica arma sicura per combattere e sconfiggere una malattia che nel nostro Paese provoca ancora oggi 11.000 morti l’anno. L’iniziativa - dal titolo “Tumore al seno: un problema sociale e umano” – è stata promossa dall’Associazione Europa Donna e dalle parlamentari italiane ed è un viaggio itinerante lungo la pensiola – nord, centro e sud – al fine di capire, attraverso le testimonianze delle strutture pubbliche, del volontariato, delle amministrazioni locali, la reale situazione epidemiologica e le esigenze del Paese.

Il primo appuntamento, presieduto dalla sen. Anna Maria Bernasconi, si è tenuto a Monza il 25 settembre scorso ed ha visto la partecipazione, tra gli altri, dei prof. Natale Cascinelli, Enzo Lattanzio e Umberto Veronesi, della sen. Patrizia Toia e dell’on. Anna Maria De Luca. Al secondo incontro, in programma il 29 gennaio ad Ascoli Piceno e presieduto dalla sen. Francesca Scopelliti, parteciperanno i prof. Gianpaolo De Rubeis, Enzo Lattanzio e Nicola Battelli, l’on. Marida Bolognesi e le sen. Ersilia Salvato e Monica Bettoni Brandani.

Sen. Scopelliti, come nasce questa iniziativa che, va sottolineato, vede in prima fila le parlamentari donne di tutti i gruppi, sia di maggioranza che di opposizione?
Personalmente sono stata coinvolta nel marzo scorso in occasione di un incontro tra parlamentari e associazioni impegnate nella lotta contro il tumore al seno. L’iniziativa, promossa da Europa Donna, aveva trovato il pieno appoggio della collega Anna Maria Bernasconi, che, essendo medico, è probabilmente più attenta a questa materia. Devo dire però che la sua sollecitazione ad occuparci di questa patologia mi ha trovato subito attenta. Sono infatti convinta, e del resto lo confermano anche i dati, che il tumore al seno sia un gravissimo problema. L’incidenza, la percentuale di donne che purtroppo si ammalano è molto alta e in moltissimi casi è proprio la mancanza di informazione che porta alla degenerazione della neoplasia, fino alla morte. La politica della prevenzione, fatta prima di tutto con l’informazione, diventa perciò sia un diritto che un dovere di tutte le donne. Da qui nasce la nostra battaglia, che ci ha portato, in questa prima fase, ad organizzare tre momenti di incontro, confronto e dibattito.

Dopo Monza, città del Nord Italia, il convegno si tiene al Centro, ad Ascoli. Perché proprio ad Ascoli?
Ho partecipato al convegno di Monza e devo dire che sono stata molto soddisfatta del successo che ha avuto, delle relazioni scientifiche, delle testimonianze dirette: testimonianze di vita che rendono l’argomento ancora più vivo e reale. Per il secondo appuntamento abbiamo scelto Ascoli perché rappresenta senz’altro il centro d’Italia ma anche perché rappresenta forse meglio le realtà provinciali del centro, rispetto per esempio a Roma dove vengono organizzati molti altri incontri. Spero che ad Ascoli si possa avere questo momento di confronto con una platea molto ricca. Le premesse ci sono: per l’organizzazione ho avuto il valido contributo dell’Istituto Oncologico Marchigiano, e in particolare della dott. Ludovica Teodori, così come ho registrato molto interesse da parte di tante donne che ho sentito telefonicamente.

Qual è l’obiettivo di questi incontri?
Un obiettivo è innanzitutto quello dell’informazione: dobbiamo far prendere coscienza e consapevolezza a tutte le donne che la prevenzione è la prima medicina. Non bisogna mai pensare che questa malattia è qualcosa che riguarda gli altri. ma è fondamentale stare attenti alla lettura del nostro corpo e sottoporci alle indagini preventive. L’altro obiettivo è di conoscere le realtà locali, per vedere in che termini è necessario intervenire presso il ministero della Sanità o le politiche regionali per migliorare la situazione.

Al termine di questi incontri, il terzo dei quali si terrà il mese prossimo a Siracusa, cosa accadrà?
Credo che dopo questi tre convegni sarà necessario incontrarci con la dott.Merzagora (presidente di Europa Donna, ndr) il cui contributo in questo consesso è notevolissimo, per riassumere tutti i risultati e decidere un piano d’intervento, anche politico, con il coinvolgimento del ministero.

Voi come parlamentari avete già interpellato il ministero con una lettera aperta…
Sì, abbiamo raccolto parecchie firme tra i colleghi per sollecitare la predisposizione di un drg apposito per associare alla mastectomia da tumore la contemporanea ricostruzione del seno. Anche queesta è una battaglia che continua e che viene rafforzata proprio da questi incontri perché alla fine l’analisi sarà molto più puntuale e accurata.

Che risposta avete avuto dal ministero?
Al momento nessuna. Però ad Ascoli sarà presente il sottosegretario alla sanità, Monica Bettoni Brandani, e sicuramente non mancherà di dare risposte in proposito.

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