sabato, 29 novembre 2014

Contenuto

28 settembre 2001

MORTE IMPROVVISA: CAUSE, PREVENZIONE E TERAPIA

La morte improvvisa rappresenta circa il 50% di tutte le morti cardiovascolari. Tutta la popolazione è a rischio, dall’età pediatrica a quella geriatrica. Lungo l’arco della vita cambiano però le cause del fenomeno.
In età pediatrica e nel giovane prevalgono le malattie del muscolo cardiaco e alcune malattie “elettriche” geneticamente determinate. Dopo i quarant’anni la causa di gran lunga più frequente è rappresentata dalla malattia coronarica.

Le cause
Ogni anno in Italia l’infarto colpisce 160mila persone e per 47mila non c’è niente da fare: l’ischemia è fatale, nella stragrande maggioranza dei casi ancor prima di arrivare al pronto soccorso. Vite perse per questione di attimi (preziosi). Grazie all’impegno di C.O.Na.Cuore, il Coordinamento Operativo Nazionale Cuore, l’8 marzo 2001 il Parlamento ha approvato la legge che estende l’utilizzo dei defibrillatori al personale paramedico, anche in luoghi a grande affluenza come aeroporti e stadi. Una misura importante, dato che 20mila decessi avvengono fuori dalle mura domestiche.
Allo stesso modo anche le aritmie atriali (fibrillazione atriale e flutter atriale), solitamente indici di una significativa disfunzione ventricolare, possono portare a una prognosi infausta. Può inoltre sopraggiungere un blocco cardiaco, quasi sempre fatale. L’insufficienza cardiaca - che oltre a essere una patologia cronica autonoma può appunto sopraggiungere come complicanza di un infarto miocardio - è dovuta alla diminuzione della funzionalità cardiaca: il cuore immette un volume ridotto di sangue in circolo. I sintomi dello shock cardiogeno sono quelli dell’abbassamento di pressione improvviso, con estremità fredde e sudore, e durano circa mezz’ora fintanto che la pressione non diviene più rilevabile. L’elevato tasso di mortalità di questa complicanza (80 - 90%) è dovuto al fatto che lo shock cardiogeno è spesso associato all’insufficienza e alle aritmie.

La prevenzione
Ogni anno in Italia per 100mila superstiti ospedalizzati per infarto miocardico inizia la terapia di mantenimento per scongiurare recidive e morte improvvisa per arresto cardiocircolatorio e per evitare le complicanze che sopraggiungono nel 25% dei dimessi. Lo studio GISSI Prevenzione ha dimostrato recentemente che per i 75mila pazienti infartuati che non subiscono queste complicanze, un farmaco a base di acidi grassi poliinsaturi Omega 3 rappresenta un nuovo strumento di prevenzione della mortalità (riducendola del 20% in termini assoluti e diminuendo del 45% i casi di morte improvvisa), in aggiunta alla terapia standard che comprende i beta-bloccanti, gli ACE-inibitori, gli antiaggreganti piastrinici (ad esempio l’aspirina) ed i farmaci per ridurre il colesterolo.

La terapia
Le complicanze più pericolose dell’infarto che possono portare all’arresto cardiocircolatorio e alla morte improvvisa sono le aritmie che si sviluppano nel 95% dei casi; tra le più gravi è la fibrillazione ventricolare, principale causa di morte improvvisa nel 10% circa dei ricoverati, che va trattata con procedure d’urgenza come la defibrillazione ossia l’applicazione di una scossa elettrica al cuore per arrestare la fibrillazione e riportare entro valori di normalità il battito cardiaco, e le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Quando l’azione dei farmaci è insufficiente a ristabilire la corretta circolazione sanguigna e a regolarizzare il battito cardiaco, può essere necessario intervenire per via chirurgica con un intervento di by-pass aortocoronarico d’urgenza, che prevede l’innesto di sezioni di altre vene per ripristinare l’irrorazione di determinate aree del cuore, oppure con un’angioplastica con palloncino che, dilatando le arterie ristrette, consente di aumentare l’afflusso di sangue al muscolo danneggiato.

Anteprima News

27/11/14

MEDICI DI FAMIGLIA 2.0: “MIGLIORIAMO LA GESTIONE DEI PAZIENTI IN RETE”. NASCE IL NETWORK PER UNIFORMARE L’ASSISTENZA SUL TERRITORIO

La struttura virtuale è accessibile online e permette la consultazione live delle informazioni. Il dott. Gerardo Medea: “Gestiamo 4 milioni di malati, è il campione di popolazione più vasto al mondo. Possiamo applicare così percorsi diagnostici simili, diminuendo gli errori”

Firenze, 27 novembre 2014 – I medici di famiglia diventano “social” e fanno rete tra loro. Nasce infatti GPG Network, la prima struttura virtuale dedicata alla medicina generale e accessibile con un…
11/11/14

Epatite C: gli studi di fase III UNITY hanno dimostrato alte percentuali di guarigione con daclatasvir (DCV) TRIO, terapia orale in una unica compressa, in pazienti con genotipo 1 compresi quelli con cirrosi


• Nello studio UNITY 2 con daclatasvir TRIO in associazione con ribavirina sono stati raggiunti tassi di guarigione del 98% nei naïve e 93% nei pretrattati in pazienti con genotipo 1 e cirrosi epatica

• Questa terapia somministrata per 12 settimane dimezza la durata del trattamento attualmente disponibile per curare questa tipologia di pazienti gravi con genotipo 1 e cirrosi che hanno già fallito una precedente terapia

• Questo regime senza uso concomitante di ribavirina ha anche dimostrato di curare il 91% dei pazienti con genotipo 1 non cirrotici

(11 novembre, 2014) - Bristol-Myers Squibb ha annunciato nuovi ed importanti dati del programma di sperimentazione clinica UNITY che ha valutato a 12 settimane il regime TRIO, combinazione tutta orale…
03/10/14

MEDICI DI FAMIGLIA: “SÌ ALLE CASE DELLA SALUTE IN EMILIA ROMAGNA
INSIEME PER CONDIVIDERE OBIETTIVI E CONTENUTI”

Modena, 3 ottobre 2014 – La dott.ssa Maria Stella Padula, presidente della sezione modenese della società scientifica: “Queste strutture devono diventare davvero il luogo per la salute e non della malattia. Il confronto fra i professionisti coinvolti è fondamentale per definire un nuovo modello di assistenza”

“È necessario evitare disuguaglianze nell’offerta di salute ai cittadini. Per questo noi Medici di Medicina Generale vogliamo offrire un contributo culturale e pratico per riempire di ‘contenuto’ le…
01/10/14

Herpes genitale: colpite in Europa oltre 13 milioni di donne

Cagliari, 1 ottobre 2014 – Il prof. Gian Benedetto Melis (Direttore della Clinica Ostetrica dell’Università di Cagliari): “Oggi disponibili nuovi trattamenti contro prurito, pizzicore, dolore e bruciore”

Dolore, bruciori e prurito intenso. Sono questi i sintomi dell’herpes genitale una delle più comuni malattie a trasmissione sessuale che colpisce soprattutto le donne. In Europa sono oltre 13,7…
29/09/14

Bristol-Myers Squibb annuncia i primi risultati di fase III di un inibitore del checkpoint immunitario PD-1

Dati positivi di fase III per nivolumab nei pazienti con melanoma avanzato precedentemente trattati con ipilimumab presentati al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica

• Il tasso di risposta obiettiva è stato del 32% nei pazienti trattati con nivolumab e dell’11% in quelli trattati con chemioterapia

• Il 95% delle risposte nel gruppo dei pazienti trattati con nivolumab erano ancora osservabili e la loro durata mediana non è stata ancora raggiunta

• La frequenza complessiva degli eventi avversi con nivolumab era più bassa rispetto alla chemioterapia; quelli correlati al trattamento con nivolumab sono stati gestiti utilizzando gli algoritmi di trattamento raccomandati

29 settembre 2014 – Bristol-Myers Squibb ha annunciato oggi i risultati positivi di CheckMate -037, uno studio aperto, randomizzato, di fase III su nivolumab, un inibitore sperimentale del checkpoint…

Intermedia s.r.l. - Via Malta, 12/b - 25124 Brescia - Tel. 030 226105 Fax 030 2420472
C.F. e P.Iva 03275150179 - Capitale sociale IV 10.400 Euro - Iscr. Registro Imprese Trib. Brescia n. 54326 - CCIAA di Brescia 351522
E-mail: intermedia@intermedianews.it