mercoledì, 21 agosto 2019

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28 settembre 2001

MALATTIE CARDIOVASCOLARI: MORTALITA’ E COSTI

Negli ultimi 20 anni anche in Italia la mortalità per malattie cardiovascolari è notevolmente diminuita, del 45% negli uomini e del 55% nelle donne, grazie all’attività delle Unità Coronariche e all’impiego di farmaci ‘salvacuore’. Nonostante questi progressi le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la prima causa di morte: l’anno scorso 235 mila persone sono decedute in Italia in seguito a crisi cardiocircolatorie. In pratica il 44% delle cause di morte totali sono imputabili a malattie cardiovascolari e di queste il 30% circa sono rappresentate dalla cardiopatia ischemica, condizione patologica scatenante l’angina pectoris e l’infarto del miocardio.

La mortalità da infarto del miocardio
Ogni anno in Italia, secondo le fonti ISTAT, circa 160 mila persone nella fascia di età compresa tra 35 e 64 anni sono vittime di un attacco ischemico a carico del cuore. In pratica in Italia una persona ogni 3-4 minuti ha un infarto e i decessi, sempre secondo l’Istituto di Statistica, sono 47 mila, con un tasso di 187 morti ogni 100 mila abitanti. I due terzi dei decessi imputabili ad infarto del miocardio avvengono in fase extraospedaliera, nella maggior parte dei casi a 2 ore dell'esordio dei sintomi. Infatti i dati ufficiali di mortalità, che provengono dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, sono inferiori ai dati ISTAT perché solo 75 mila persone (quindi nemmeno la metà di quelle colpite da infarto in un anno) riescono ad arrivare in ospedale. E il 13% vi giunge troppo tardi, spesso oltre le 12 ore, cioè il limite temporale oltre il quale non è più possibile attuare le terapie chirurgiche d’urgenza come la rivascolarizzazione della coronaria trombotizzata. Risulta quindi evidente che per ridurre la mortalità globale dovuta alla cardiopatia ischemica sarà opportuno sviluppare strategie sul territorio affinchè un sempre maggior numero di pazienti possa ricevere un soccorso ed un trattamento cardiologico adeguato quanto tempestivo.

La mortalità ospedaliera
In definitiva i decessi da infarto miocardico effettivamente diagnosticati negli ospedali italiani (mortalità ospedaliera), sono all’incirca 10 mila all’anno, la maggioranza dei quali avviene entro due giorni dal ricovero. Il dato relativo alla mortalità ospedaliera, pur non rispecchiando la situazione reale, è importante perché permette di valutare l’efficacia della terapia di mantenimento e della riabilitazione, cioè della prevenzione secondaria, quella che insieme al medico di famiglia viene impostata dopo l’uscita dall’ospedale.
Dei pazienti dimessi circa il 25% va incontro a delle complicanze importanti quali lo scompenso cardiaco e le aritmie di vario genere. I restanti 50 mila pazienti devono seguire una terapia di prevenzione secondaria dell’infarto miocardio che prevede il trattamento farmacologico e la drastica riduzione dei fattori di rischio.
L’incidenza dell’infarto miocardico (e dell’angina) varia fortemente da Paese a Paese, ma in ogni caso la mortalità è molto superiore per il sesso maschile fino ai 65 anni (con un rapporto di circa 1:3), cresce rapidamente con l’avanzare dell’età e, passati i 65 anni l’indice di mortalità per i due sessi è più o meno simile. Aumenta in caso di recidiva.

I costi
Un cardiopatico assorbe molte risorse sanitarie, e il costo maggiore per il Sistema Sanitario Nazionale è dovuto al ricovero ospedaliero. In Italia annualmente vengono ricoverati in ospedale 1.200.000 pazienti per malattie cardiovascolari che costituiscono così la prima causa assoluta di ricovero.

Ecco i numeri dei ricoveri e i costi relativi per le malattie ischemiche:
· 75.000: i pazienti con infarto miocardico diagnosticato, con un costo di 550 miliardi di lire
· 65.000: i pazienti con angina pectoris, con un costo di 350 miliardi
· 127.000: i pazienti con scompenso cardiaco, con un costo di 720 miliardi
· 3.000.000: è il costo di un ricovero per un infarto semplice
· 6.500.000: è il costo di un ricovero per un infarto con complicanze
· 1.620 miliardi all'anno è il costo totale dei ricoveri in ospedale per curare i pazienti che soffrono di malattie coronariche

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