mercoledì, 21 agosto 2019

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11 luglio 2001

LA PRIMA IAS CONFERENCE

Poco meno di tremila esperti provenienti da ogni angolo del globo (oltre duecento italiani) si ritrovano dall’8 all’11 luglio all’hotel Sheraton di Buenos Aires la prima conferenza dell’IAS (International Aids Society) sulla patogenesi e il trattamento dell’infezione da HIV. L’obiettivo del convegno è creare una nuova sinergia fra la ricerca di base e la pratica clinica con uno scambio continuo e vitale di informazioni da una direzione all’altra.
Si tratta di uno dei maggiori appuntamenti scientifici per l’area, alla pari di quello che ogni anno viene organizzato negli Stati Uniti a fine gennaio, la Conferenza sui Retrovirus e le Infezioni Opportuniste.

In questo decennio di studi sull’AIDS, significativi miglioramenti sono stati compiuti nella ricerca sulla patogenesi e sul trattamento dell’infezione da HIV. Enormi sforzi possono ancora essere fatti per combatterla efficacemente e soprattutto per rendere questi progressi accessibili a tutti i pazienti anche nel Sud del mondo. Per affrontare questa sfida è necessario che avanzino contemporaneamente la migliore comprensione dei meccanismi responsabili dell’infezione da HIV e le nuove strategie che potenziano gli attuali approcci terapeutici.

Le IAS Conference si svolgono ogni due anni, in alternativa alla Conferenza Internazionale (lo scorso anno si è svolta a Durban, nel 2002 si terrà a Barcellona, nel 2004 a Bangkok). Nel 2003 la seconda IAS Conference si svolgerà a Parigi.





Nell’ambito del convegno, sono previsti per la stampa internazionale alcune conferenze stampa. Gli incontri si terranno nella sala Martin Fierro 1 dello Sheraton Conference Center dalle 13.00 alle 14.00 di lunedì 9, martedì 10 e mercoledì 11 luglio.










CHE COS’E’ L’INTERNATIONAL AIDS SOCIETY


La International Aids Society (IAS), con oltre 10.000 membri in più di 130 paesi del mondo, è una società scientifica di ricercatori e medici impegnati nel trattamento e nella prevenzione dell’HIV/AIDS. Riunire i ricercatori di tutto il mondo può consentire di raggiungere l’obiettivo di ottimizzare gli sforzi per la definizione di strategie per meglio combattere le conseguenze dell’Aids.
Lo IAS ritiene che “l’evoluzione della medicina, soprattutto nel Sud del mondo, non può essere bloccata dalle barriere create dal mercato”. Ma questo non è il solo problema: “La distribuzione dei farmaci è solo uno degli ostacoli. Appare prioritario rafforzare ogni sistema sanitario locale. Una volta raggiunto questo obiettivo, rimane da fare ciò che si farebbe al Nord di fronte a un’epidemia così diffusa. In primo luogo, un grosso sforzo per creare e sostenere le infrastrutture utili per assicurarsi che le persone affette da HIV che necessitano trattamenti vengano identificate senza discriminazione. E ancora, che i farmaci vengano somministrati senza interruzione, che i responsabili della cura della salute abbiano la preparazione necessaria per amministrare la terapia in modo corretto e che vengano messe in atto le procedure di monitoraggio della risposta ai farmaci e dei possibili effetti collaterali. Per questi motivi l’IAS ha organizzato un programma di educazione che lavora a livello locale rispondendo ai bisogni di ogni area geografica.

L’attuale presidente della IAS è l’italiano Stefano Vella, eletto lo scorso anno a Durban nel corso della Conferenza Internazionale sull’Aids, svolta per la prima volta nel continente africano. Vella rimarrà in carica fino all’estate del 2002: alla prossima Conferenza Internazionale in programma a Barcellona gli subentrerà l’olandese Joep M. A. Lange.

La segretaria permanente della IAS ha sede a Staccolma, tel. +46-8-4596621; fax +46-8-6626095,

Il sito ufficiale della IAS è www.ias.se

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