mercoledì, 21 agosto 2019

Contenuto

22 maggio 2001

IL RUOLO DELL’AIEOP

Nei paesi industrializzati, il cancro rappresenta la prima causa di morte per malattia nella fascia di età 1-15 anni, ma in generale la mortalità per tumore si riduce in rapporto alla qualità degli interventi: oggi, nel nostro paese, due bambini su tre curati presso i centri aderenti all’Aieop ottengono la guarigione nella maggior parte delle forme cliniche trattate (leucemie, linfomi, tumori renali, ossi, muscolari).

La rete oncologica pediatrica, attivata da oltre 20 anni, è costituita dai 53 centri Aieop, impegnati nell’applicazione di protocolli terapeutici multidisciplinari, attraverso i quali si realizza un ottimale intervento diagnostico e curativo, ove si integrano le attività di pediatri, chirurghi, biologi, radioterapisti, patologi, radiologi, microbiologi, immunoematologi trasfusionalisti, specialisti di organi o di apparati, psicologi, sociologi nonché epidemiologi, statistici ed informatici. È prevista la centralizzazione di campioni ematologici, istologici e radiologici per eseguire nelle sedi opportunamente identificate gli esami più raffinati, per monitorare il controllo di qualità dei laboratori e per costruire i progetti di ricerca transnazionale che integrano le peculiarità biologiche avanzate con quelle cliniche.
Fra questi centri sono stati identificati, per un bacino di utenza di 4-5 milioni di abitanti, 14 centri (policlinici universitari o istituti di ricerca a carattere scientifico) che fungono da centri oncologici di riferimento (Cor) per i rimanenti, definiti come unità satelliti (Us).
Le attività dei centri Cor comprendono:
a) il coordinamento delle attività assistenziali e scientifiche delle Us nella regione o nelle regioni limitrofe, attraverso:
- l’adozione di protocolli diagnostici e terapeutici comuni;
- la pianificazione e la programmazione fra i centri e le Us, di studi epidemiologici, biologici e di verifica cliniche comparative in collaborazioni nazionali ed internazionali;
- l ’identificazione delle opportune risorse e consulenze territoriali per interventi riabilitativi fisici, psicologici e sociali, come parte del trattamento globale, in collaborazione con i familiari;
- l’organizzazione di specifici corsi, stages, seminari, per la formazione e l’aggiornamento del personale;
- l’organizzazione di incontri programmati con le locali associazioni dei genitori per promuovere l’attività educativa dei familiari e dei pazienti;
- l’istituzione di specifiche periferiche iniziative per la promozione delle attività di educazione sanitaria oncologica del territorio

b) l’identificazione dei provvedimenti di prevenzione e di diagnosi precoce nei nuclei familiari a rischio oncologico e nei bambini con particolari anomalie congenite o genetiche o con immunodeficienze.
c) Il ricovero dei nuovi pazienti per la registrazione, la stadiazione diagnostica e la stesura del piano di trattamento che è poi attuato, in rapporto alla complessità del programma clinico-terapeutico e alle esigenze dei familiari, presso il centro stesso o in una Us o al domicilio;
d) Il coinvolgimento più attivo dei servizi materno-infantili nella gestione domiciliare del paziente oncologico e nella sorveglianza degli effetti tardivi della malattia e del trattamento, attraverso la presa in carico dei pazienti al fine di valutarne l’inserimento scolastico e sociale, l’idoneità sportiva, l’avvio alla attività lavorativa. Il passaggio dei pazienti ai servizi della medicina di base consentirà in futuro la verifica delle conseguenze tardive che possono manifestarsi anche dopo molti anni dalla sospensione dei trattamenti.

Questa rete così strutturata e così capillarmente estesa risponde alla esigenza fondamentale di assicurare al bambino con cancro e alla sua famiglia il trattamento ottimale il più vicino possibile al proprio domicilio al fine di migliorare la qualità di vita e di ridurre il costoso fenomeno della migrazione sanitaria meridionale verso le strutture del Nord del Paese.
Tali progressi non sono però esenti da ombre con caratteristiche e sorgenti diverse. I danni tardivi a cui vanno incontro i pazienti pediatrici guariti da cancro (riduzione dell’accrescimento staturale, alterazioni dello sviluppo di certi organi e certe funzioni, disturbi psicologici, rischio di seconda neoplasia maligna) rappresentano il prezzo del successo che oggi viene minimizzato, purtroppo non annullato, dalla migliorata conoscenza dell’etio-patogenesi di questi eventi e dalla conseguente attuazione di protocolli terapeutici finalizzati non solo alla guarigione biologica della malattia, ma alla guarigione totale del bambino nella sua lunga aspettativa di vita da adulto normale.

Anteprima News

01/08/19

URO-GINECOLOGI: “SI ALL’USO DELLE PROTESI/RETI PER LA CHIRURGIA VAGINALE”

Mauro Cervigni, segretario scientifico AIUG: “Sono dispositivi che non devono essere banditi ma utilizzati in modo corretto. Possono rappresentare un’opportunità positiva per le pazienti”

Milano, 01 agosto 2019 – “Sì all’utilizzo delle protesi/reti (mesh) per il trattamento conservativo del prolasso. Questi dispositivi medici non devono essere banditi e, se usati correttamente,…
22/07/19

TUMORE DEL COLON RETTO: BAYER, BRISTOL-MYERS SQUIBB E ONO PHARMACEUTICAL AVVIANO UN ACCORDO DI COLLABORAZIONE CLINICA PER STUDIARE REGORAFENIB E NIVOLUMAB COME TERAPIA DI COMBINAZIONE

· La combinazione di regorafenib e nivolumab rispetto a regorafenib da solo sarà valutata in pazienti con tumore del colon retto metastatico con microsatelliti stabili
· Le Aziende pianificano uno studio di ricerca dell’indicazione

Milano, 22 luglio 2019 – Bayer, Bristol-Myers Squibb e Ono Pharmaceutical (“Ono”) hanno annunciato di aver avviato un accordo di collaborazione clinica per valutare la combinazione di regorafenib,…
18/07/19

Ipertensione: semplificare la terapia favorisce l’aderenza e il controllo della pressione

I risultati dello studio Senior Italia FederAnziani presentati al Ministero della Salute

Roma, 18 luglio 2019 – Senior Italia FederAnziani ha monitorato oltre 12.000 anziani attraverso un controllo costante della pressione, costruendo un vero e proprio diario dell’iperteso. Allo studio ha…
11/07/19

I PEDIATRI DI FAMIGLIA FIMP AL MINISTRO DELLA SALUTE GIULIA GRILLO
“NEI NOSTRI STUDI SERVONO PIU’ COLLABORATORI E STRUMENTI DIAGNOSTICI”

Il Presidente Paolo Biasci: “Così possiamo favorire l’appropriatezza prescrittiva, ridurre le ospedalizzazioni e determinare importanti risparmi all’intero sistema sanitario nazionale. Rapporto di fiducia con le famiglie elemento di forza dell’assistenza pediatrica grazie al rapporto convenzionale”

Roma, 11 luglio 2019 – “Bisogna garantire su tutto il territorio nazionale studi di pediatri di famiglia dotati di personale qualificato e di attrezzature diagnostiche a risposta rapida (o self-help).…
28/06/19

I FIMP: “CONDIVIDIAMO LE PROTESTE DEL MINISTRO GRILLO CONTRO CHI VUOLE METTERE IN DUBBIO IL VALORE DELLE VACCINAZIONI”

Roma, 27 giugno 2019 - “Facciamo nostre le parole del Ministro della Salute Giulia Grillo, parole che devono far molto riflettere su quanto sta avvenendo nel nostro Paese rispetto ad una questione,…

Intermedia s.r.l.
+39 030 226105
intermedia@intermedianews.it
Via Malta, 12/b - 25124 Brescia
Via Ippolito Rosellini 12 - 20124 Milano
Via Monte delle Gioie 1 - 00199 Roma
C.F. e P.Iva 03275150179 - Capitale sociale IV 10.400 Euro - Iscr. Registro Imprese Trib. Brescia n. 54326 - CCIAA di Brescia 351522