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19 aprile 2002

PATOLOGIE ALLERGICHE ED INFETTIVE NEGLI ATLETI OLIMPICI ITALIANI DI SYDNEY 2000

G. LAPUCCI, S. BONINI, G. RASI
Istituto di Medicina Sperimentale - CNR Roma Italia

SOMMARIO
Lo studio in corso si propone di valutare la suscettibilità alle infezioni e la prevalenza di allergopatie nella nazionale olimpica italiana (Sydney 2000) e di correlare i parametri clinici e di laboratorio con le fasi dell’allenamento e con la situazione clinica durante i giochi olimpici. I dati rilevati prima della partenza per le Olimpiadi hanno evidenziato una prevalenza di allergopatie del 31,3% (25,3% rinite, 18,8% congiuntivite, 10.9% asma) con positività delle cutireazioni nel 32.7% degli atleti. Nel 15.9% si sono verificati ³ 3 episodi infettivi (vie aeree sup.) e nel 12.1% ³ 1 recidiva erpetica (ultimi 12 mesi)

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I valori del NGF risultano più elevati negli atleti rispetto ai controlli, gli eosinofili sono aumentati negli atleti allergici indipendentemente dalla sensibilizzazione e la fosfatatidil-serina è over-espressa in tutti gli atleti; il 47.4% degli allergici asmatici e il 15.0% dei rinitici presentano funzionalità respiratoria anomala. Si conferma l’alta prevalenza di malattie allergiche e la suscettibilità alle infezioni degli atleti d’élite.

INTRODUZIONE
Riguardo al sistema immune diversi regimi, fasi di allenamento e sforzi estremi sono potenzialmente in grado di influire sia sulla condizione di suscettibilità nei confronti di agenti infettivi (1) che sulla condizione di ipersensibilità nei confronti di stimoli esogeni (2). E’ ovvio come le problematiche descritte abbiano rilevanti implicazioni nella gestione sportiva e sanitaria di una selezione olimpica.
L’indagine si propone di valutare le caratteristiche di suscettibilità alle infezioni e la prevalenza di malattie allergiche nella nazionale olimpica italiana per Sydney 2000 e di correlare alcuni parametri clinici e di laboratorio (immunologici, espressione di immunità o di ipersensibilità) con le differenti fasi di allenamento e con la situazione clinica durante l’evento olimpico.

METODI
Lo studio è suddiviso in 2 fasi. Nella I fase sono stati analizzati diversi parametri clinici e di laboratorio raccolti tra Febbraio ed Agosto 2000 in 265 atleti della selezione nazionale olimpica; nella II fase i dati raccolti saranno correlati allo stato clinico rilevato durante le olimpiadi.
Nella I fase gli atleti hanno risposto ad un questionario standardizzato per la valutazione anamnestica delle malattie allergiche e infettive e per la valutazione del tipo e dell’intensità dell’allenamento. Gli atleti sono stati sottoposti quindi ad esame obiettivo, a cutireazioni con un pannello degli 8 più comuni allergeni (Dermatophagoides pteronyssinus, Graminacee, Forfora di gatto, Olea europaea, Parietaria officinalis, Alternaria tenuis, Artemisia absinthium, Ambrosia elatior), alle prove di funzionalità respiratoria e test da sforzo. E’ stato inoltre effettuato un prelievo di sangue, sul quale sono stati studiati: le sottopopolazioni linfocitarie, eosinofili, test di attivazione piastrinica (Actyplate) in citometria a flusso; le IgE totali e specifiche (Bioallergy- ENEA system), gli anticorpi anti HBV, HCV, EBV, CMV ed il NGF.
Nella II fase, durante i giochi olimpici, gli atleti hanno risposto ad un questionario giornaliero relativo allo stato di salute - con particolare riferimento alla comparsa di episodi infettivi e di sintomatologia allergica - e all’attività fisica; sono state effettuate misurazioni del PEF negli atleti atopici. I dati relativi al questionario saranno correlati ai parametri immunologici al fine di stabilire un loro eventuale significato prognostico. I dati relativi alle manifestazioni allergiche e alla misurazione del PEF saranno correlati con le rilevazioni aereobiologiche locali (C. Katelaris)

RISULTATI
La valutazione dei dati allo stato attuale dello studio ha fornito i seguenti risultati.
Riguardo la prevalenza della patologie allergiche si è rilevato che il 31.3% degli atleti presenta almeno una manifestazione allergica, rinite nel 25.3%, congiuntivite nel 18.8%, asma nel 10.9% (Fig.1).
Alle cutireazioni le percentuali di positività tra i soggetti esaminati per lo specifico allergene sono state: Dermatophagoides pteronyssinus 23.7%; Graminacee 18.4%; Forfora di gatto 13.9%; Olea europaea 13.3%; Parietaria officinalis 5.3%; Alternaria tenuis 4.5%; Artemisia absinthium 3.3%; Ambrosia elatior 1.2%. Il 32.7% degli atleti era positivo ad almeno uno degli allergeni elencati (Fig. 2).
Relativamente alla suscettibilità alle infezioni, si è rilevato che il 15.9% dei soggetti aveva avuto 3 o più episodi infettivi delle vie aeree superiori negli ultimi 12 mesi, e infezioni erpetiche con più di una recidiva negli ultimi 12 mesi nel 12.1% dei casi.
Interessante è il dato relativo ai valori del NGF trovato mediamente più elevato negli atleti rispetto alla popolazione di controllo (Fig. 3)
Le IgE totali presentano come atteso una differenza significativa (pAll’esame citofluorimetrico non sono state trovate differenze significative nella media dei valori di neutrofili e linfociti; le sottopopolazioni linfocitarie (in particolare i CD3+, CD3+HLA-DR+, CD16+ e CD56+) sono risultate anormali in casi isolati; il numero degli eosinofili è risultato aumentato negli atleti allergici indipendentemente dalla coesistenza di una sensibilizzazione clinica (media 3.1%, range di normalità 0.5 – 1 %); una over-expression della fosfatatidil-serina è stata riscontrata in tutti gli atleti (3.5% rispetto a 1.1% dei controlli, p<0.005).
I test di funzionalità polmonare sono risultati anormali nel 47.4% degli atleti allergici asmatici e nel 15.0% degli allergici rinitici; i valori anormali sono riferiti principalmente alle piccole vie aeree: MEF50 63.5% del predetto negli asmatici e 61,5% nei rinitici; FEF25-75 63.7% del predetto negli asmatici e 65.0% nei rinitici.

CONCLUSIONI
Malattie allergiche e suscettibilità alle infezioni sono fenomeni comuni in atleti d’élite, quali quelli olimpici. E’ frequentemente osservato un profilo TH2 negli atleti d’élite, come indicato dall’alta prevalenza di sensibilizzazione e patologie allergiche, dall’alta suscettibilità alle infezioni virali e dall’aumento degli eosinofili anche in assenza di sensibilizzazione; si riscontrano inoltre aumentati livelli di NGF circolante sia negli atleti allergici che nei non-allergici. Si è documentata una ostruzione bronchiale subclinica in alcuni atleti allergici rinitici non-asmatici. Sarà valutato il significato clinico dei valori anormali delle sottopopolazioni linfocitarie. Solo l’analisi dei dati raccolti durante i giochi olimpici (non ancora disponibili) possono confermare l’ipotesi dello studio che i parametri clinici e di laboratorio considerati sono indicatori validi e predittivi per un ottimale programma di allenamento e gestione di atleti d’élite.


REFERENZE
1) Hoffman – Goetz e Pedersen, Immunol Today, 15,382, 1994
2) Weiler JH, Clin Allergy Immunol Vol. 11, Marcel Dekker, New York, 1997

Fig. 1 Prevalenza di patologie allergiche

Fig. 2 Allergeni responsabili di sensibilizzazione. 0 – positività ad almeno uno degli allergeni testati (ponfo >2 num e > del ponfo dell’istamina). 1 – Dermatophagoides pteronyssimus*. 2 – Graminacee*. 3 – Forfora di gatto*. 4 – Olea europea*. 5 – Paritaria officinalis . 6 – Alternaria tenuis. 7 – Artemisia adsinthium*. 8 – Ambrosia elatior*. (*) percentuali di positività dei soggetti testati per ogni specifico allergene.

Fig. 3 Test di funzionalità polmonare

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