mercoledì, 26 novembre 2014

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14 dicembre 2010

METASTASI LINFONODALI DEL CANCRO MIDOLLARE DELLA TIROIDE IN ETÀ PEDIATRICA E SOPRAVVIVENZA

Nel cancro midollare della tiroide, le metastasi linfonodali rappresentano un fattore di prognosi sfavorevole per la sopravvivenza globale. Un'adeguata valutazione linfonodale offre un valido contributo per la prognosi dei pazienti pediatrici con questa forma tumorale e dovrebbe essere presa in considerazione anche in quelli più grandi in attesa di procedura chirurgica per tumore midollare della tiroide sia ereditario che confermato da biopsia. Le metastasi linfonodali sono comuni negli adulti con cancro midollare della tiroide nei quali rappresentano fattore prognostico sfavorevole. Meno è invece noto circa le metastasi linfonodali nei bambini, che spesso presentano forme ereditarie del tumore. Le linee guida raccomandano per i più giovani la tiroidectomia profilattica, ma studi clinici prospettici randomizzati non sono attuabili in questo campo. I ricercatori della Division of Research and Optimal Patient Care del Cancer Programs dell'American College of Surgeons di Chicago hanno ipotizzato che le metastasi linfonodali fossero associate a prognosi sfavorevole anche nei bambini. Hanno quindi selezionato dal National Cancer Database i casi di cancro midollare della tiroide insorto in età inferiore a 21 anni nel periodo 1985 - 2007. Nello studio pubblicato sul Journal of Pediatric Surgery (leggi abstract originale) la regressione logistica multivariata è stata applicata per identificare i fattori associati alla valutazione linfonodale e la sopravvivenza è stata stimata usando il metodo di Kaplan-Meier. Dei 340 pazienti selezionati, 276 (64.2%) sono stati sottoposti a valutazione linfonodale e 121 (28.1%) hanno evidenziato presenza di metastasi. I pazienti più vecchi, quelli con tumori più grandi di 2 cm e con coinvolgimento dei margini presentavano maggiore probabilità di manifestare metastasi linfonodali (tutti p < 0.05). I pazienti sottoposti a tiroidectomia totale, quelli con coinvolgimento dei margini e i più grandi avevano maggiori probabilità di essere sottoposti a valutazione linfonodale dopo controllo dei fattori relativi a paziente, tumore e tipo di ospedale (tutti p < 0.05). Nel tempo un numero crescente di pazienti con cancro midollare della tiroide è stato sottoposto a tiroidectomia totale. I pazienti di 16 - 21 anni hanno mostrato una sopravvivenza globale a 10 anni più bassa rispetto ai bambini da 0 a 15 anni (88.7% vs 98.1%; p = 0.005). Anche le metastasi linfonodali sono state associate a ridotta sopravvivenza globale a 10 anni (84.4% vs 100%; p < 0.001).

Anteprima News

11/11/14

Epatite C: gli studi di fase III UNITY hanno dimostrato alte percentuali di guarigione con daclatasvir (DCV) TRIO, terapia orale in una unica compressa, in pazienti con genotipo 1 compresi quelli con cirrosi


• Nello studio UNITY 2 con daclatasvir TRIO in associazione con ribavirina sono stati raggiunti tassi di guarigione del 98% nei naïve e 93% nei pretrattati in pazienti con genotipo 1 e cirrosi epatica

• Questa terapia somministrata per 12 settimane dimezza la durata del trattamento attualmente disponibile per curare questa tipologia di pazienti gravi con genotipo 1 e cirrosi che hanno già fallito una precedente terapia

• Questo regime senza uso concomitante di ribavirina ha anche dimostrato di curare il 91% dei pazienti con genotipo 1 non cirrotici

(11 novembre, 2014) - Bristol-Myers Squibb ha annunciato nuovi ed importanti dati del programma di sperimentazione clinica UNITY che ha valutato a 12 settimane il regime TRIO, combinazione tutta orale…
03/10/14

MEDICI DI FAMIGLIA: “SÌ ALLE CASE DELLA SALUTE IN EMILIA ROMAGNA
INSIEME PER CONDIVIDERE OBIETTIVI E CONTENUTI”

Modena, 3 ottobre 2014 – La dott.ssa Maria Stella Padula, presidente della sezione modenese della società scientifica: “Queste strutture devono diventare davvero il luogo per la salute e non della malattia. Il confronto fra i professionisti coinvolti è fondamentale per definire un nuovo modello di assistenza”

“È necessario evitare disuguaglianze nell’offerta di salute ai cittadini. Per questo noi Medici di Medicina Generale vogliamo offrire un contributo culturale e pratico per riempire di ‘contenuto’ le…
01/10/14

Herpes genitale: colpite in Europa oltre 13 milioni di donne

Cagliari, 1 ottobre 2014 – Il prof. Gian Benedetto Melis (Direttore della Clinica Ostetrica dell’Università di Cagliari): “Oggi disponibili nuovi trattamenti contro prurito, pizzicore, dolore e bruciore”

Dolore, bruciori e prurito intenso. Sono questi i sintomi dell’herpes genitale una delle più comuni malattie a trasmissione sessuale che colpisce soprattutto le donne. In Europa sono oltre 13,7…
29/09/14

Bristol-Myers Squibb annuncia i primi risultati di fase III di un inibitore del checkpoint immunitario PD-1

Dati positivi di fase III per nivolumab nei pazienti con melanoma avanzato precedentemente trattati con ipilimumab presentati al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica

• Il tasso di risposta obiettiva è stato del 32% nei pazienti trattati con nivolumab e dell’11% in quelli trattati con chemioterapia

• Il 95% delle risposte nel gruppo dei pazienti trattati con nivolumab erano ancora osservabili e la loro durata mediana non è stata ancora raggiunta

• La frequenza complessiva degli eventi avversi con nivolumab era più bassa rispetto alla chemioterapia; quelli correlati al trattamento con nivolumab sono stati gestiti utilizzando gli algoritmi di trattamento raccomandati

29 settembre 2014 – Bristol-Myers Squibb ha annunciato oggi i risultati positivi di CheckMate -037, uno studio aperto, randomizzato, di fase III su nivolumab, un inibitore sperimentale del checkpoint…
26/09/14

AL "MAGGIORE DELLA CARITÀ" DI NOVARA ATTIVO IL NUOVO ROBOT CHIRURGICO “DAVINCI XI”

Novara, 26 settembre 2014 - Presso il Dipartimento di Ginecologia ed Ostetricia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara si è svolto un intervento di isterectomia…

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