giovedì, 03 settembre 2015

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14 dicembre 2010

METASTASI LINFONODALI DEL CANCRO MIDOLLARE DELLA TIROIDE IN ETÀ PEDIATRICA E SOPRAVVIVENZA

Nel cancro midollare della tiroide, le metastasi linfonodali rappresentano un fattore di prognosi sfavorevole per la sopravvivenza globale. Un'adeguata valutazione linfonodale offre un valido contributo per la prognosi dei pazienti pediatrici con questa forma tumorale e dovrebbe essere presa in considerazione anche in quelli più grandi in attesa di procedura chirurgica per tumore midollare della tiroide sia ereditario che confermato da biopsia. Le metastasi linfonodali sono comuni negli adulti con cancro midollare della tiroide nei quali rappresentano fattore prognostico sfavorevole. Meno è invece noto circa le metastasi linfonodali nei bambini, che spesso presentano forme ereditarie del tumore. Le linee guida raccomandano per i più giovani la tiroidectomia profilattica, ma studi clinici prospettici randomizzati non sono attuabili in questo campo. I ricercatori della Division of Research and Optimal Patient Care del Cancer Programs dell'American College of Surgeons di Chicago hanno ipotizzato che le metastasi linfonodali fossero associate a prognosi sfavorevole anche nei bambini. Hanno quindi selezionato dal National Cancer Database i casi di cancro midollare della tiroide insorto in età inferiore a 21 anni nel periodo 1985 - 2007. Nello studio pubblicato sul Journal of Pediatric Surgery (leggi abstract originale) la regressione logistica multivariata è stata applicata per identificare i fattori associati alla valutazione linfonodale e la sopravvivenza è stata stimata usando il metodo di Kaplan-Meier. Dei 340 pazienti selezionati, 276 (64.2%) sono stati sottoposti a valutazione linfonodale e 121 (28.1%) hanno evidenziato presenza di metastasi. I pazienti più vecchi, quelli con tumori più grandi di 2 cm e con coinvolgimento dei margini presentavano maggiore probabilità di manifestare metastasi linfonodali (tutti p < 0.05). I pazienti sottoposti a tiroidectomia totale, quelli con coinvolgimento dei margini e i più grandi avevano maggiori probabilità di essere sottoposti a valutazione linfonodale dopo controllo dei fattori relativi a paziente, tumore e tipo di ospedale (tutti p < 0.05). Nel tempo un numero crescente di pazienti con cancro midollare della tiroide è stato sottoposto a tiroidectomia totale. I pazienti di 16 - 21 anni hanno mostrato una sopravvivenza globale a 10 anni più bassa rispetto ai bambini da 0 a 15 anni (88.7% vs 98.1%; p = 0.005). Anche le metastasi linfonodali sono state associate a ridotta sopravvivenza globale a 10 anni (84.4% vs 100%; p < 0.001).

Anteprima News

22/06/15

MELANOMA: LA COMMISSIONE EUROPEA APPROVA NIVOLUMAB, UN IMPORTANTE PASSO IN AVANTI PER I PAZIENTI CON MALATTIA IN FASE AVANZATA

Roma, 22 giugno 2015 -Nivolumab ha dimostrato un beneficio di sopravvivenza globale con una riduzione del rischio di morte del 58% ed un tasso di sopravvivenza ad un anno del 73% nel primo studio di fase 3 CheckMate -066 per il trattamento dei pazienti con melanoma avanzato

La Commissione Europea ha approvato nivolumab, inibitore del checkpoint immunitario PD-1, per il trattamento dei pazienti con melanoma avanzato (non operabile o metastatico) sia in prima linea che…
02/06/15

TUMORE DEL POLMONE: I NANOFARMACI SONO LA NUOVA ARMA. IL PROF. GRIDELLI: “EFFICACE L’ASSOCIAZIONE CON LA CHEMIOTERAPIA”

Chicago, 2 giugno 2015 – Il Direttore dell’Onco-ematologia dell’Ospedale Moscati di Avellino: “Nab-paclitaxel in combinazione con carboplatino ha evidenziato ottimi risultati anche nei pazienti anziani. È più tollerabile e meno tossico rispetto alle terapie tradizionali”. Nel 2014 in Italia 40mila nuovi casi

Una nuova arma contro il tumore del polmone in fase avanzata. È costituita da un nanofarmaco, nab-paclitaxel, che associato a carboplatino (un farmaco chemioterapico) ha dimostrato maggiore efficacia…
01/06/15

TUMORE DEL PANCREAS, OGNI ANNO IN ITALIA OLTRE 12.000 NUOVI CASI. IL PROF. RENI: “LA RICERCA APRE UNA NUOVA ERA DEL TRATTAMENTO”

Chicago, 1 giugno 2015 – L’esperto dell’Ospedale San Raffaele di Milano: “Fino a poco tempo fa era una patologia orfana. La combinazione nab-paclitaxel e gemcitabina ha dimostrato di migliorare il tasso di risposta e la sopravvivenza. Il nostro Paese capofila per numero di pazienti arruolati nello studio APACT

Si apre una nuova era per i pazienti colpiti da tumore del pancreas, una delle neoplasie a prognosi più sfavorevole. La combinazione nab-paclitaxel e gemcitabina, alla base dello studio MPACT, sta…
01/06/15

Melanoma: la combinazione nivolumab + ipilimumab e la monoterapia con nivolumab aumentano la sopravvivenza libera da progressione

1 giugno - Significativi dati di fase III presentati nel primo abstract della Plenaria al Congresso mondiale di Oncologia a Chicago e pubblicati sul New England Journal of Medicine. Una pietra miliare nel trattamento del melanoma in fase avanzata

Importanti risultati nel trattamento del melanoma in fase avanzata presentati al 51° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago fino a domani. La combinazione…
31/05/15

TUMORE DEL SENO, ITALIA AL VERTICE DELLA RICERCA. IL PROF. CONTE: “COSÌ POSSIAMO MIGLIORARE LA SOPRAVVIVENZA”

Il nostro è il secondo Paese al mondo per pazienti reclutate. Il Direttore dell’Oncologia dello IOV di Padova: “Dimostrata l’efficacia di nab-paclitaxel nelle forme più difficili da trattare. Il nanofarmaco funziona anche nelle pazienti anziane e quando viene somministrato prima della chirurgia

Chicago, 31 maggio 2015 – Oggi è possibile aumentare la concentrazione del farmaco antitumorale per colpire selettivamente le cellule malate. Grazie alla nanotecnologia particelle di dimensioni…

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