martedì, 26 maggio 2015

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14 dicembre 2010

METASTASI LINFONODALI DEL CANCRO MIDOLLARE DELLA TIROIDE IN ETÀ PEDIATRICA E SOPRAVVIVENZA

Nel cancro midollare della tiroide, le metastasi linfonodali rappresentano un fattore di prognosi sfavorevole per la sopravvivenza globale. Un'adeguata valutazione linfonodale offre un valido contributo per la prognosi dei pazienti pediatrici con questa forma tumorale e dovrebbe essere presa in considerazione anche in quelli più grandi in attesa di procedura chirurgica per tumore midollare della tiroide sia ereditario che confermato da biopsia. Le metastasi linfonodali sono comuni negli adulti con cancro midollare della tiroide nei quali rappresentano fattore prognostico sfavorevole. Meno è invece noto circa le metastasi linfonodali nei bambini, che spesso presentano forme ereditarie del tumore. Le linee guida raccomandano per i più giovani la tiroidectomia profilattica, ma studi clinici prospettici randomizzati non sono attuabili in questo campo. I ricercatori della Division of Research and Optimal Patient Care del Cancer Programs dell'American College of Surgeons di Chicago hanno ipotizzato che le metastasi linfonodali fossero associate a prognosi sfavorevole anche nei bambini. Hanno quindi selezionato dal National Cancer Database i casi di cancro midollare della tiroide insorto in età inferiore a 21 anni nel periodo 1985 - 2007. Nello studio pubblicato sul Journal of Pediatric Surgery (leggi abstract originale) la regressione logistica multivariata è stata applicata per identificare i fattori associati alla valutazione linfonodale e la sopravvivenza è stata stimata usando il metodo di Kaplan-Meier. Dei 340 pazienti selezionati, 276 (64.2%) sono stati sottoposti a valutazione linfonodale e 121 (28.1%) hanno evidenziato presenza di metastasi. I pazienti più vecchi, quelli con tumori più grandi di 2 cm e con coinvolgimento dei margini presentavano maggiore probabilità di manifestare metastasi linfonodali (tutti p < 0.05). I pazienti sottoposti a tiroidectomia totale, quelli con coinvolgimento dei margini e i più grandi avevano maggiori probabilità di essere sottoposti a valutazione linfonodale dopo controllo dei fattori relativi a paziente, tumore e tipo di ospedale (tutti p < 0.05). Nel tempo un numero crescente di pazienti con cancro midollare della tiroide è stato sottoposto a tiroidectomia totale. I pazienti di 16 - 21 anni hanno mostrato una sopravvivenza globale a 10 anni più bassa rispetto ai bambini da 0 a 15 anni (88.7% vs 98.1%; p = 0.005). Anche le metastasi linfonodali sono state associate a ridotta sopravvivenza globale a 10 anni (84.4% vs 100%; p < 0.001).

Anteprima News

22/05/15

Tumore del polmone: parere favorevole del CHMP per nivolumab

22 maggio 2015 - Nivolumab è il primo inibitore del checkpoint immunitario PD-1 a ricevere un parere favorevole dal CHMP nel tumore del polmone avanzato non a piccole cellule

Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell'Agenzia Europea per i farmaci (EMA) ha espresso parere favorevole raccomandando l'approvazione di nivolumab, inibitore del checkpoint immunitario…
14/05/15

ASCO 2015: da Bristol-Myers Squibb importanti risultati nei tumori solidi e nel mieloma multiplo
L'immuno-oncologia è la nuova arma che aumenta la sopravvivenza

In tutti gli studi l'Italia ha svolto un ruolo di primo piano

14 maggio 2015 - Nuovi importanti risultati relativi a tre farmaci immuno-oncologici di Bristol-Myers Squibb saranno presentati al prossimo Congresso Annuale ASCO che si aprirà a Chicago il 29 maggio,…
08/05/15

SIGO-AOGOI- AGUI : “SIGNOR MINISTRO, PERCHE’ NON CI SONO GINECOLOGI
NELLA COMMISSIONE SU MEDICINA DIFENSIVA E RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE?”

I proff Scollo, Trojano e Colacurci: “Siamo una delle categorie più esposte al rischio di denunce. Possiamo mettere la nostra esperienza al servizio della collettività. Chiediamo alla Lorenzin di coinvolgerci nell’organismo che deve elaborare soluzioni al boom del contenzioso medico-legale”.

Roma, 8 maggio 2015 – “I ginecologi italiani non condividono la scelta del ministero della salute di non coinvolgere ufficialmente le società scientifiche nell’istituzione della commissione sulla…
11/11/14

Epatite C: gli studi di fase III UNITY hanno dimostrato alte percentuali di guarigione con daclatasvir (DCV) TRIO, terapia orale in una unica compressa, in pazienti con genotipo 1 compresi quelli con cirrosi


• Nello studio UNITY 2 con daclatasvir TRIO in associazione con ribavirina sono stati raggiunti tassi di guarigione del 98% nei naïve e 93% nei pretrattati in pazienti con genotipo 1 e cirrosi epatica

• Questa terapia somministrata per 12 settimane dimezza la durata del trattamento attualmente disponibile per curare questa tipologia di pazienti gravi con genotipo 1 e cirrosi che hanno già fallito una precedente terapia

• Questo regime senza uso concomitante di ribavirina ha anche dimostrato di curare il 91% dei pazienti con genotipo 1 non cirrotici

(11 novembre, 2014) - Bristol-Myers Squibb ha annunciato nuovi ed importanti dati del programma di sperimentazione clinica UNITY che ha valutato a 12 settimane il regime TRIO, combinazione tutta orale…
03/10/14

MEDICI DI FAMIGLIA: “SÌ ALLE CASE DELLA SALUTE IN EMILIA ROMAGNA
INSIEME PER CONDIVIDERE OBIETTIVI E CONTENUTI”

Modena, 3 ottobre 2014 – La dott.ssa Maria Stella Padula, presidente della sezione modenese della società scientifica: “Queste strutture devono diventare davvero il luogo per la salute e non della malattia. Il confronto fra i professionisti coinvolti è fondamentale per definire un nuovo modello di assistenza”

“È necessario evitare disuguaglianze nell’offerta di salute ai cittadini. Per questo noi Medici di Medicina Generale vogliamo offrire un contributo culturale e pratico per riempire di ‘contenuto’ le…

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