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22 ottobre 2002

IPOGLICEMIA E IPERGLICEMIA

Lo scompenso glico-metabolico nel diabetico può portare a episodi di ipoglicemia (livello eccessivamente basso di zucchero nel sangue) o iperglicemia (livello troppo elevato). E’ bene imparare a riconoscerli: se identificati per tempo, sono infatti entrambi ben controllabili.
I sintomi dell’ipoglicemia sono sicuramente i più riconoscibili: senso di smarrimento, fame, sudorazione improvvisa, lievi tremori, dilatazione pupillare, pallore. È dovuta a un abbassamento dei valori di glucosio del sangue, e si verifica gradualmente o improvvisamente. L’aggravarsi della situazione è accompagnata da sintomi come scosse agli arti, crisi convulsive e addirittura stati di coma.

Le cause possono essere diverse: errori alimentari, dosi errate di insulina dei due tipi (pronta e lenta) oppure mancata assunzione di cibo dopo l’iniezione. È tuttavia possibile che la crisi insorga per motivi endogeni non prevedibili, come nel caso di produzione di insulina da parte di cellule b, ancora parzialmente funzionanti nei primi anni di vita, che va a sommarsi alla dose iniettata.
Conoscere i sintomi permette di intervenire prontamente, ingerendo carboidrati, bevande moderatamente zuccherate, senza però esagerare e provocare crisi iperglicemiche di compenso. In casi più gravi, in presenza di convulsioni, stati confusionali, perdita di coscienza, è necessario iniettare glucagone, un ormone che induce aumento di glicemia. È’ comunque bene tenere in casa fiale di soluzione glucosata che il medico potrà iniettare in caso di bisogno. Se questi interventi non sono sufficienti è indispensabile il ricovero ospedaliero.
I sintomi della iperglicemia, al contrario, sono spesso latenti e non rendono riconoscibile la crisi. Questi sintomi compaiono solo se l’iperglicemia è particolarmente grave o prolungata: nausea, vomito, secchezza cutanea, inappetenza, odore di acetone, poliuria e polidipsia.
L’iperglicemia compare in concomitanza di malattie, stress, situazione di affaticamento ma può anche essere una reazione a crisi ipoglicemiche. In tali occasioni, infatti, il fisico produce ormoni per aumentare la glicemia (effetto Somogyi). Questo comporta liberazione di glucosio da fegato e muscoli e di grassi dai depositi, che può causare acetonuria. Da questo consegue che è bene controllare più volte il valore glicemico durante il giorno per capire l’andamento effettivo e agire di conseguenza, nel tentativo di normalizzare i valori, con la modifica del dosaggio insulinico, del tipo di insulina, dell’apporto calorico, e aumentando l’esercizio fisico.
È soprattutto importante controllare i valori la sera e la mattina. Alla sera, in caso di valori normali, è da evitare l’assunzione di altro cibo per paura di crisi ipoglicemiche: l’effetto potrebbe essere l’iperglicemia.

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