mercoledì, 17 dicembre 2014

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21 marzo 2001

03 SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PROF. GIANNI PEZZOLI

IL PROF. PEZZOLI E’ DIRETTORE DELL’ISTITUTO PARKINSON DEGLI ISTITUTI CLINICI DI PERFEZIONAMENTO DI MILANO

L’esperimento americano dell’impianto di cellule fetali nel cervello di 20 persone sofferenti di Parkinson, per quanto possa sembrare un risultato molto parziale, in realtà ha dato ai ricercatori delle indicazioni decisamente importanti: le cellule fetali umane sono in grado di sopravvivere ed essere efficaci, cosa mai osservata in una popolazione di pazienti mediante un esperimento condotto in doppio cieco (né lo sperimentatore né i pazienti sanno qual è il gruppo di persone trattate effettivamente).

Da questo dato positivo deriva la speranza di ripetere l’esperimento, questa volta con cellule più “controllabili”, le cellule staminali. La quantità di nuovo tessuto che si innesta è probabilmente fondamentale. Un’altra nozione neurobiologica importante che la medicina del cervello deve apprendere nel corso di queste ricerche è la localizzazione precisa nell’encefalo dove fare l’impianto, in modo che la risposta sia la migliore possibile e armonica sia nella parte alta che in quella bassa del corpo.
Le cellule staminali sono disponibili, ma mancano i risultati di una sperimentazione sui primati che possa dire se queste cellule sono del tutto scevre da rischi e se danno una riduzione dei sintomi del Parkinson o comunque sopravvivono senza dare grandi fenomeni collaterali. Per avere questi dati ci vorranno probabilmente dai 2 ai 5 anni, a meno che non si voglia saltare questa parte di sperimentazione, passando direttamente a quella sui pazienti che chiedono di partecipare volontariamente, così com’è stato fatto per l’Aids, a causa dell’ineluttabilità del male. Purtroppo però, l’impianto di cellule rigenerative non si è rilevato ancora sufficientemente efficace per poter ammettere una simile procedura. Anche la gravità e le proporzioni di diffusione del Parkinson non sono confrontabili con l’epidemia da Hiv.
D’altro canto il Parkinson è una patologia “fortunata” perché molti lavori sperimentali importanti e eticamente “spinti” sono già stati fatti; quindi andare ancora un po’ più in là non è poi così difficile.
L’esperimento del prof. Fahn è un passo indietro per quanto riguarda forse la speranza che alcuni neurobiologi riponevano nelle cellule embrionali “fresche” cioè prelevate direttamente dall’embrione. L’esame attento dei lavori condotti sino ad ora lo aveva di fatto già sconsigliato, ma ora proprio nessuno si metterebbe a trapiantare cellule embrionali da feti abortiti, con una possibilità di controllo molto inferiore rispetto alle cellule staminali che vengono coltivate per mesi in laboratorio. Altre speranze si affacciano, sulla base di una conferma: l’elettrostimolazione del cervello, che consente al malato di Parkinson un miglioramento netto della qualità di vita.
Il ruolo che l’Italia vorrà e saprà giocare è fondamentale. Il nostro centro di Milano è il più grande del mondo; qui applichiamo ogni tipo di terapia risultata utile. Appena le cellule staminali saranno disponibili, potremo cominciare la sperimentazione anche a Milano. Nel frattempo proviamo molti farmaci: il riluzolo e tutti i dopaminoagonisti che sono in commercio, compresa la Cabergolina appena uscita sul mercato, l’apomorfina, un farmaco più difficile da usare perchè utilizzato in pompe ad infusione continua. E infine l’apomorfina che - caso raro, non è in commercio negli Stati Uniti - ci consente di risolvere parecchie situazioni complesse.
La terapia dell’elettro stimolazione dell’ encefalo talvolta ha esiti ottimi con una regressione dei sintomi legati a movimenti involontari dell’80%. A Milano sono in cura circa 60 pazienti che convivono con questo impianto. In tutt’Italia il numero dei malati di Parkinson impiantati con l’elettrostimolatore è molto elevato. La speranza e la qualità di vita di queste persone è molto buona.
Un altro importante problema che è emerso negli ultimi anni è che dopo circa 10-15 anni di malattia un 20% dei pazienti può andare incontro ad un certo grado di deterioramento mentale. A questo proposito, i farmaci (donepezil e rivastigmina) oggi in commercio per la cura dell’Alzheimer, la più diffusa forma di demenza - e che ora il ministero fornisce gratuitamente nell’ambito del progetto Cronos - sembrano essere indicati anche in patologie simili al Parkinson come la demenza da corpi di Lewy.
Questi farmaci sono la nuova frontiera per molte malattie che provocano demenza.

Anteprima News

27/11/14

MEDICI DI FAMIGLIA 2.0: “MIGLIORIAMO LA GESTIONE DEI PAZIENTI IN RETE”. NASCE IL NETWORK PER UNIFORMARE L’ASSISTENZA SUL TERRITORIO

La struttura virtuale è accessibile online e permette la consultazione live delle informazioni. Il dott. Gerardo Medea: “Gestiamo 4 milioni di malati, è il campione di popolazione più vasto al mondo. Possiamo applicare così percorsi diagnostici simili, diminuendo gli errori”

Firenze, 27 novembre 2014 – I medici di famiglia diventano “social” e fanno rete tra loro. Nasce infatti GPG Network, la prima struttura virtuale dedicata alla medicina generale e accessibile con un…
11/11/14

Epatite C: gli studi di fase III UNITY hanno dimostrato alte percentuali di guarigione con daclatasvir (DCV) TRIO, terapia orale in una unica compressa, in pazienti con genotipo 1 compresi quelli con cirrosi


• Nello studio UNITY 2 con daclatasvir TRIO in associazione con ribavirina sono stati raggiunti tassi di guarigione del 98% nei naïve e 93% nei pretrattati in pazienti con genotipo 1 e cirrosi epatica

• Questa terapia somministrata per 12 settimane dimezza la durata del trattamento attualmente disponibile per curare questa tipologia di pazienti gravi con genotipo 1 e cirrosi che hanno già fallito una precedente terapia

• Questo regime senza uso concomitante di ribavirina ha anche dimostrato di curare il 91% dei pazienti con genotipo 1 non cirrotici

(11 novembre, 2014) - Bristol-Myers Squibb ha annunciato nuovi ed importanti dati del programma di sperimentazione clinica UNITY che ha valutato a 12 settimane il regime TRIO, combinazione tutta orale…
03/10/14

MEDICI DI FAMIGLIA: “SÌ ALLE CASE DELLA SALUTE IN EMILIA ROMAGNA
INSIEME PER CONDIVIDERE OBIETTIVI E CONTENUTI”

Modena, 3 ottobre 2014 – La dott.ssa Maria Stella Padula, presidente della sezione modenese della società scientifica: “Queste strutture devono diventare davvero il luogo per la salute e non della malattia. Il confronto fra i professionisti coinvolti è fondamentale per definire un nuovo modello di assistenza”

“È necessario evitare disuguaglianze nell’offerta di salute ai cittadini. Per questo noi Medici di Medicina Generale vogliamo offrire un contributo culturale e pratico per riempire di ‘contenuto’ le…
01/10/14

Herpes genitale: colpite in Europa oltre 13 milioni di donne

Cagliari, 1 ottobre 2014 – Il prof. Gian Benedetto Melis (Direttore della Clinica Ostetrica dell’Università di Cagliari): “Oggi disponibili nuovi trattamenti contro prurito, pizzicore, dolore e bruciore”

Dolore, bruciori e prurito intenso. Sono questi i sintomi dell’herpes genitale una delle più comuni malattie a trasmissione sessuale che colpisce soprattutto le donne. In Europa sono oltre 13,7…
29/09/14

Bristol-Myers Squibb annuncia i primi risultati di fase III di un inibitore del checkpoint immunitario PD-1

Dati positivi di fase III per nivolumab nei pazienti con melanoma avanzato precedentemente trattati con ipilimumab presentati al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica

• Il tasso di risposta obiettiva è stato del 32% nei pazienti trattati con nivolumab e dell’11% in quelli trattati con chemioterapia

• Il 95% delle risposte nel gruppo dei pazienti trattati con nivolumab erano ancora osservabili e la loro durata mediana non è stata ancora raggiunta

• La frequenza complessiva degli eventi avversi con nivolumab era più bassa rispetto alla chemioterapia; quelli correlati al trattamento con nivolumab sono stati gestiti utilizzando gli algoritmi di trattamento raccomandati

29 settembre 2014 – Bristol-Myers Squibb ha annunciato oggi i risultati positivi di CheckMate -037, uno studio aperto, randomizzato, di fase III su nivolumab, un inibitore sperimentale del checkpoint…

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