mercoledì, 21 agosto 2019

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24 settembre 2003

LA SIMG E LA SESSUALITA’

L’interesse della Simg per la sessualità inizia con i primi corsi sulle disfunzione erettile. Nel 1996 si è svolto, in associazione con le società scientifiche italiane di Urologia (SIU) e andrologia (SIA), “Il medico di medicina generale e il paziente con disfunzione erettile”.

A seguito di questo corso la Simg svolge una ricerca durante la quale 143 medici generali intervistano 2010 pazienti. Il 12,8% riferisce di soffrire di disfunzione erettile, in percentuale crescente con l’età. La ricerca evidenzia anche l’associazione di questa problematica con malattie croniche come diabete ed ipertensione, e con il fumo. Questa è la prima – e per ora anche unica – grande ricerca randomizzata svolta in medicina generale in Italia svolta in associazione con l’Istituto Mario Negri. Lo studio, pubblicato su “European Urology” nel 2000, dimostra un’alta incidenza di disfunzione erettile e quindi l’importanza che il medico di famiglia la conosca e la sappia gestire. Vengono quindi pubblicati 2 volumi sul management della disfunzione erettile in medicina generale.

Nel corso del 1998 vengono formati tremila medici in collaborazione con la società di andrologia: nel corso “Il medico di medicina generale e le disfunzioni sessuali” si passa dalla studio della disfunzione erettile alle disfunzioni sessuali maschili in genere.

Nell’agosto 2001 vengono pubblicati i risultati di una ricerca SIMG sull’uso dei metodi contraccettivi che permette anche di sapere il numero dei rapporti sessuali delle donne italiane. La ricerca evidenzia che la media dei rapporti è di 4 volte al mese e che l’uso della pillola si aggira intorno al 20%, valore già peraltro molto alto e dovuto al fatto che la ricerca è stata svolta nel nord Italia, ma sempre molto basso in confronto a quello europeo (50% in Olanda). Inoltre il 35% del campione non prende alcuna precauzione contraccettiva durante i rapporti portando ad un aumento di gravidanze indesiderate, peggiorato dallo scarso accesso delle adolescenti agli studi dei medici generalisti (13%).
Da qui emerge la necessità di migliorare la comunicazione che i medici di famiglia forniscono alle assistite e alla coppia su questo argomento.

Il passo successivo è quindi stato quello di indagare la prevalenza di disfunzioni sessuali negli assistiti, uomini e donne. È stato preparato un pacchetto didattico associato alla ricerca su: “I problemi della sessualità – La gestione ottimale delle disfunzioni sessuali in medicina generale”, ampliando per la prima volta il discorso alle donne.

Da questa ormai lunga esperienza emerge l’importanza del lavoro in collaborazione con le società scientifiche per migliorare le conoscenze dei medici generalisti e la loro capacità relazionale con il paziente.

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