mercoledì, 21 agosto 2019

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24 settembre 2003

COMUNICATO STAMPA
ITALIANI E IL SESSO: UNO SU DUE ‘INSODDISFATTO’ A LETTO
E LA META’ DELLE DONNE RINUNCIA AL PIACERE

La ricerca, pubblicata sul British Medical Journal, è stata condotta dalla SIMG

Roma, 24 settembre 2003 - Altro che amanti sfrenati e notti di passione: gli italiani sono poco o nulla soddisfatti della loro vita sessuale. A rivelarlo sono i dati emersi da quasi 600 questionari distribuiti negli ambulatori di medici di famiglia della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). Ad ammettere la propria insoddisfazione tra le lenzuola è il 53,7% degli uomini e addirittura il 58,8% delle donne che hanno risposto, in forma anonima, alle domande. Per il 35,9% dei 270 uomini il problema maggiore è mantenere l’erezione, una percentuale analoga (35,4) ha difficoltà erettive, il 32,3% fatica a raggiungere l’orgasmo e il 29,3% si blocca al momento della penetrazione. Anche il quadro femminile non è confortante: quasi la metà (46,6%) ammette di non riuscire a portare a termine il rapporto, il 30,1% lamenta problemi di orgasmo e il 26,9% di lubrificazione. Altro aspetto che lascia perplessi gli esperti è che il 7% degli uomini e il 15 delle donne dichiara di non avere avuto rapporti sessuali nell’ultimo mese. “Ma il dato più allarmante – sostiene la dott. Raffaella Michieli, responsabile area Salute della donna della SIMG - è che la maggioranza del campione non solo è giovane - il 32.1% ha dai 20 ai 39 anni e il 21,9% tra i 40 e i 49 – ma anche in buone condizioni di salute. E nell’ultimo mese l’83,7% dei maschi e l’82,1% delle donne ha avuto desiderio o stimolo sessuale”. I risultati preliminari della ricerca, pubblicata sul British Medical Journal,sono stati illustrati oggi a Roma nel corso della conferenza stampa di presentazione del I congresso nazionale sulla sessualità in medicina generale, dal titolo “Il desiderio e le parole”, in programma all’Hotel San Paolo Palace di Palermo il 26 e 27 settembre prossimi.

“Questa indagine - afferma la prof. Chiara Simonelli, psisosessuologa della Sapienza di Roma - mette in luce un dato importante, anche se non sorprendente: una persona su due, sia maschio che femmina, non è soddisfatto della propria vita sessuale. Anzi, sulla base della mia esperienza clinica posso dire che si tratta di numerI sottostimato. Una seconda considerazione riguarda la percentuale di chi dichiara di astenersi: è un dato che meriterebbe un maggior approfondimento, ma che può avere una duplice interpretazione. Per quanto riguarda le donne si tratta di una rinuncia consapevole, in particolare da parte delle single tra i 30 e i 40 anni, alla ricerca di rapporti significativi, non solo sesso tout court. All’altra categoria appartengono invece coppie stabili, in cui l’uomo sospende l’attività sessuale in casa perché ha altre relazioni al di fuori della famiglia. E anche in questo caso la donna è tagliata fuori dalla sessualità”. Una situazione sessuale mortificante può provocare ipocondrie, nervosismo, tensioni e somatizzazioni di ogni genere. Parlarne in prima battuta con il medico di famiglia è sicuramente la scelta migliore, che funziona anche da deterrente per impedire di rivolgersi a figure non competenti, maghi o ciarlatani, ma solo a professionisti della salute in grado di trovare una soluzione reale al problema. “Il Desiderio e le Parole – aggiunge Michieli - è il primo congresso nazionale sulla sessualità in medicina generale, voluto dalla SIMG per affrontare e discutere queste problematiche proprio partendo dall’ambulatorio del medico di famiglia. È questa, infatti, la sede ideale per prevenire le malattie legate alla sfera sessuale. La grande opportunità è data dalla conoscenza che abbiamo del paziente e del suo ambiente. Inoltre, curando tutte le fasce di età e tutte le tipologie di aggregati sociali (single, famiglie nucleari o allargate, separati, vedovi) i medici di medicina generale hanno a che fare con un spaccato reale e fedele della società in cui gli interventi di promozione alla salute, di cura e di modificazione di comportamenti scorretti possono risultare più efficaci”.
Per rispondere a queste esigenze, la SIMG è da tempo impegnata a formare i propri iscritti, responsabilizzando allo stesso tempo l’intera categoria, attraverso momenti di incontro e scambio di esperienze con i colleghi specialisti. “Il nostro – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società – è un progetto ambizioso che ha come obiettivo la salute e la qualità di vita del paziente, a cui dobbiamo rispondere in modo sempre più completo. Si tratta di un lavoro che la SIMG porta avanti nel campo della sessualità, ma da tempo anche in altre patologie ritenute, in modo errato, di esclusiva competenza dello specialista: dall’Alzheimer, all’Aids fino alla gestione del paziente oncologico e alla Sars. Un impegno che oggi fortunatamente ci viene riconosciuto anche dalle Istituzioni sanitarie centrali e regionali, cui chiediamo, però, di fare di più perché la figura del medico di famiglia possa ulteriormente essere valorizzata. A tutto vantaggio dei cittadini”.

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